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Emergenza coronavirus: bambini a casa

Pubblicato il 1/4/2020 • Attualità, Coronavirus, Legami familiari Educazione, Relazioni familiari, Società e famiglia

Il momento è difficile per tutti  ma certamente le situazioni non sono tutte uguali. Pensiamo infatti a chi aveva già altre patologie in corso. A chi invece aveva problemi di salute e stava facendo accertamenti. A chi vive in ambienti molto piccoli, a chi ha in famiglia persone con problemi di salute fisica o psichica. Purtroppo già è difficile in tempi ‘normali’ rispondere in modo adeguato alle esigenze individuali e ora a causa del momento critico è ancora più difficile.

E vanno considerati inoltre i bisogni dei bambini e dei ragazzi. In diverse città (per esempio Firenze, Milano e Roma),  alcuni genitori si sono fatti promotori della richiesta che venga prevista la possibilità di fare una passeggiata con i bambini.

I pareri sull’argomento sono diversi. La lettera aperta dei genitori di Milano, pubblicata dal Corriere della Sera, ha tra i firmatari associazioni, psicologi, insegnanti e richiede che ai bambini venga concessa un’uscita al giorno a piedi, di corsa, in bicicletta o su monopattino, accompagnati da un genitore che gestisca il rispetto delle distanze e senza che si formino assembramenti.

La richiesta dei genitori è assolutamente comprensibile, ma in questo momento di emergenza vanno tenute in considerazione diverse variabili tra cui la sicurezza dei bambini stessi, dei loro genitori e dei parenti. Il coronavirus a causa della sua facilità di contagio ci coinvolge tutti e l’interesse del singolo è strettamente connesso a quello della collettività.

Nella situazione emergenziale che stiamo vivendo emergono  opinioni diverse sul modo di affrontare l’intrattenimento dei più giovani.

La pedagogista Elena Zanfroni, docente all’Università Cattolica di Milano, in un’intervista pubblicata dal quotidiano ‘La Repubblica’ esprime la sua perplessità circa la richiesta dell’ora d’aria; non tanto perché non risulti legittima e comprensibile ma per la difficoltà e  per i rischi che presenterebbe la sua attuazione.

Per la docente sono i genitori che dovrebbero cercare strategie per gestire la permanenza a casa. E precisa come non esista un’unica ricetta, ma ad ognuno è affidato il compito di trovare una modalità propria; suggerisce  inoltre di mantenere la consueta ritualità all’interno della casa: chiedendo ai figli di lavarsi e vestirsi (senza restare in pigiama) anche se dovranno seguire una lezione a distanza.

Mentre  lo psicoterapeuta Alberto Pellai in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera sostiene che sarebbe bene per i bambini avere la possibilità di passare del tempo all’aperto. Per il terapeuta è come se i bambini a causa della compressione potessero diventare una sorta di pentola a pressione.

Oggi finalmente è arrivato il chiarimento del Viminale che prevede la possibilità per un genitore di fare una camminata con il figlio nei pressi della propria abitazione, ma restando invariati i criteri del decreto in merito alle uscite. Viene ribadito che non è possibile correre, andare in bici, in monopattino o altri giochi. Era infatti difficile che potesse venire recepita appieno la richiesta avanzata.

Come possiamo affrontare la complessità della situazione? Un possibile approccio potrebbe consistere nell’evitare di mettere l’attenzione su quello che non si può fare, cercando piuttosto di cogliere l’occasione per fare delle cose con i figli che in genere non è mai stato possibile fare. Partendo dall’evidenza che alcune delle  modalità usuali di intrattenimento dei bambini in questo momento non sono attuabili, occorre pertanto provare a trovare delle attività nuove. Se ci si concentra su ciò che non si può avere diventa difficile cogliere nuove opportunità. E la frustrazione dei genitori rischia di ‘contagiarsi’ ai bambini, rendendoli più ingestibili e contribuendo a creare circoli viziosi.

E’ evidente che il momento è complesso per tutti,  anche per i genitori, magari impegnati comunque con il lavoro all’esterno o in smart working, e in mille altri problemi quotidiani.

Inoltre sarebbe importante non ‘personalizzare’ il contenuto dei decreti del Governo, per esempio facendo confronti tra il si all’uscita dei cani e il non avere citato i bambini. Non credo che prevedere l’uscita dei cani comportasse una mancanza di attenzione nei confronti dei bambini. Come ha spiegato il sindaco di Prato (Articolo del Corriere della Sera) i cani possono uscire per fare i bisogni perché non sanno usare il bagno. Sta poi al senso di responsabilità individuale non approfittare delle situazioni per uscire.

Vengono limitate uscite e contatti perché l’obiettivo è quello di contenere la diffusione del virus. Se tutti uscissero sentendosi un’eccezione, ci ritroveremmo tutti sotto casa; immaginiamo: spostamenti in ascensore, nelle scale dei palazzi… L’intento delle limitazioni è da ritenersi protettivo.  Non era possibile tenere conto delle esigenze di tutti perché sarebbe venuto meno il senso stesso delle restrizioni.

Ci sono tante cose che in ‘tempi normali’ erano abbastanza scontate e che ora non lo sono più. Pensiamo ad alcuni sanitari impegnati in prima linea che non possono neppure vederli i figli, anche per paura di contagiarli; certamente tutto questo comporterà una sofferenza per i figli e per i genitori. Inoltre in questo momento di emergenza, sempre a causa del rischio contagio,  è difficile avere cura di chi sta male. Solo per citare  alcuni esempi di rinunce emotive che richiede la gestione dell’emergenza sanitaria in corso.

Quindi le richieste dei genitori sono certamente comprensibili, tuttavia va tenuto presente che il momento è molto difficile.

Per concludere un suggerimento anche se potrebbe sembrare non facile da attuare: provare  a vedere la situazione da una diversa prospettiva…

Letizia Mannino

Per approfondire:

Corriere della Sera, La pedagogista Zanfroni: "Un'ora d'aria per i bambini? La vedo difficile, i genitori sarebbero i primi trasgressori"

La Repubblica,  I diritti dei bambini al tempo de virus

Corriere della Sera, Coronavirus e proroga chiusure scuole. L'appello degli psicologi: "Un'ora d'aria per i bambini, i decreti devono occuparsi anche di loro"

Corriere della Sera, Coronavirus, cara Raggi, per la passeggiata ai cani si e ai bambini no?

Corriere della Sera, Bambini a casa e coronavirus, lo psicoterapeuta Pellai: ci vuole una misura ad hoc o esploderanno

Fonte foto: Freepik

 

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