Qual è il vero problema dei social?
Pubblicato il 19/2/2026 • In evidenza
Si discute sempre più spesso dell’opportunità di introdurre un limite di età per l’uso dei social network. Un articolo di Riccardo Luna sul Corriere della Sera prova a ricostruire come siamo arrivati alla situazione attuale, e offre diversi spunti utili per capire perché il tema sia così complesso.
Il vero nodo non è solo l’età degli utenti, ma il funzionamento stesso dei social. Attraverso algoritmi sempre più sofisticati, le piattaforme registrano abitudini, preferenze e interessi, proponendo contenuti volti a trattenere gli utenti il più a lungo possibile e aumentare i consumi in varie forme. Questo meccanismo riguarda tutti, ma diventa particolarmente problematico per i più giovani, che si trovano esposti a un flusso continuo di stimoli senza che venga considerata la loro maturità, fragilità che possono essere connesse alla fase dello sviluppo.
Luna ricorda come nel 1994 un giovane ingegnere inventò i cookie per semplificare la navigazione online, evitando di dover inserire ogni volta i propri dati. Da strumento tecnico innocuo, i cookie si sono moltiplicati e sono diventati uno degli elementi chiave della profilazione. Oggi molti siti, giornali e social chiedono di accettarli per accedere ai contenuti gratuiti, ma spesso si dimentica che accettare “tutti i cookie” significa autorizzare la raccolta e l’uso dei propri dati. Ma tutti gli utenti sono davvero consapevoli delle implicazioni.
In questo contesto, l’idea di introdurre un limite di età per molti appare come una soluzione tardiva e controversa. I social esistono da quasi vent’anni senza regolamentazioni significative, e ora alcuni paesi stanno provando a fissare soglie minime. Resta però da capire se queste regole saranno rispettate e, soprattutto, se riusciranno davvero a ottenere l’effetto desiderato.
Fonte: Corriere della Sera del 19/02/26, "L'età sbagliata dei social: come venne stabilito il limite dei 13 anni, la prima volta (e perché fu un errore)? «Lo sapevo benissimo che erano troppo pochi" di Riccardo Luna
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