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Sonnolenza sui banchi

Pubblicato il 7/2/2014 • Sviluppo emotivo Educazione, Spazio giovani

Un articolo pubblicato su “Il Venerdi di Repubblica” di oggi parla di una ricerca condotta da Jullie Boergers , psichiatra esperta di sonno della Brown University che ha mostrato come fare entrare gli adolescenti a scuola un po’ più tardi porterebbe benefici diminuendo i casi di umore depresso, sonnolenza, consumo di caffeina e migliorando il clima nelle classi.

Per provare la validità di questa idea Boergers e colleghi hanno proposto a una scuola secondaria di rimandare per tre mesi l’inizio delle lezioni dalle 8.00 alle 8.25 e hanno verificato che con questo piccola variazione gli studenti che dormivano almeno 8 ore è salito dal 18% al 44%.

Spiega la Boergers, “La deprivazione di sonno ha gravi conseguenze sulla salute dei teenager: quelli che dormono meno si ammalano e si deprimono più spesso. La sonnolenza mattutina peggiora anche i risultati scolastici, diminuendo attenzione, motivazione e memoria”.

La Boergers spiega inoltre che il problema non sempre è semplicemente risolvibile andando a dormire ore prima perché “Il ciclo veglia-sonno a partire dai 10-12 anni, tende a spostarsi in avanti: il rilascio di melatonina, l’ormone che induce il sonno, è infatti sempre più ritardato  rispetto al ritmo luce-buio (…). A peggiorare le cose  c’è poi il fatto che che oggi, fra tv, computer e smartphone, la sera siamo circondati da schermi, che, emettendo luce bluastra, ritardano ulteriormente il rilascio di melatonina”.

Alla domanda circa cosa dovrebbero fare i genitori per far dormire di più i figli la Boergers risponde:

“Prima di tutto dare il buon esempio, andando a letto presto. Poi spiegare loro l’importanza del sonno, fissare regole per gli orari serali e limitare l’uso di apparecchi elettronici. Saranno sorpresi del cambiamento dei figli, quando riusciranno a dormire a sufficienza”.

Fonte: Il Venerdi di Repubblica del 7 febbraio 2014     http://periodici.repubblica.it/venerdi/

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