L’articolo del quotidiano ‘La Repubblica’ “Adolescenti con lo smartphone a tavola. La psicologa:’Dietro l’abuso la ricerca di contatto sociale’” illustra alcuni risultati di uno studio promosso da Ministero della Salute sul rapporto tra l’uso dello smartphone – e altri strumenti digitali – da parte degli adolescenti e le abitudini alimentari.

Oramai gli smartphone sono compagni inseparabili degli adolescenti e quindi i ricercatori si occupano di indagare l’influenza che possono avere sul loro benessere.
L’indagine ha coinvolto  753 studenti, provenienti da 28 scuole di primo e secondo grado di tutte le province del Lazio, con età media intorno ai 13 anni. I ricercatori hanno osservato che in effetti sembra che un maggior uso dello smartphone si accompagna a condotte alimentari a rischio, come evitamento di alcuni cibi o abbuffate. Inoltre, la ricerca ha osservato come tra le motivazioni sottostanti ad uso di questi dispositivi  per periodi di tempo molto lunghi  sembri finalizzato alla ricerca di un contatto sociale.

Viviana Langher, consigliera dell’ordine degli Psicologi del Lazio e professoressa di Psicologia Clinica alla Sapienza Università di Roma, che ha preso parte agli studio,  spiega come  “quello che dobbiamo chiederci è qual è il contesto sociale ed emozionale in cui crescono i ragazzi? Quanto la condotta alimentare e l’uso di dei device tecnologici possono influenzare la crescita armonica di adolescenti e preadolescenti? Quale tipo di vuoto o disagio cerca di colmare questo uso?”.

Infatti come è stato messo in evidenza in più occasioni  il problema non sono tanto i dispositivi tecnlogici  ma l’uso che ne viene fatto e la comprensione delle eventuali difficoltà che vengono coperte da un utilizzo non equilibrato .

 

Di: Letizia Mannino

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